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Sede centrale via L. Galvani,7
24047 Treviglio – BG
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icona E-mail E-MAIL d’ISTITUTO      
Dirigente Scolastico 
Prof. Silvano Allasia dirigente@liceosimoneweil.it
Collaboratore Dirigente
 Prof. Roberto Spatari collaboratorevicario@liceosimoneweil.it
Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi
Daniela Gatti dsga@liceosimoneweil.it
Segreteria Didattica
Lippolis Anna Maria annamaria.lippolis@liceosimoneweil.it Alunni: Iscrizioni, nullaosta, esami, gestione fascicoli
Lavecchia Vittoria vittoria.lavecchia@liceosimoneweil.it Protocollo, esoneri ed. fisica, trasm. fascicoli, alternanza scuola lavoro, gestione impegni docenti
Mascheri Gerardo  gerardo.mascheri@liceosimoneweil.it  Affari generali
Segreteria Amministrativa
Bellitti Maria maria.bellitti@liceosimoneweil.it Personale: Contratti, assenze, carriera, trasferimenti, esami di stato
Piazza Giulia maria.pappalardo@liceosimoneweil.it Visite e viaggi di istruzione, acquisti, supporto al PTOF, infortuni
Prete Annalisa annalisa.prete@liceosimoneweil.it Personale:Contratti, assenze ,carriera, trasferimenti, esami di stato
Web Master
postmaster@liceosimoneweil.it
Sportello Ascolto
Dott.ssa Tania Fedrici sportelloascolto@liceosimoneweil.it
Referente per l’Orientamento
Prof.ssa Ornella Domenici orientamento@liceosimoneweil.it
Prenotazione incontri informativi Scuole Medie
riservato alle Scuole
Referente per il Sostegno
Prof.ssa Sara Moriggi sara.moriggi@liceosimoneweil.it
Comitato Genitori
comitatogenitoriweil@libero.it
 


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Organi Collegiali


 icona gruppo      

Sono organi di gestione, rappresentativi delle diverse componenti scolastiche. I componenti degli Organi Collegiali vengono eletti dai componenti della categoria di appartenenza. Il principale riferimento normativo è costituito dal Decreto Legislativo n° 297/1994 (Testo Unico delle Disposizioni legislative in materia di Istruzione).


CONSIGLIO di CLASSE

Ne fanno parte tutti i Docenti della classe, due rappresentanti dei Genitori e due rappresentanti degli Studenti. Il Consiglio di Classe è presieduto dal Dirigente Scolasticoo da un Docente da lui delegato, facente parte del Consiglio.

Il Consiglio di Classe ha funzione propositiva; si occupa dell’andamento generale della classe, formula proposte al Dirigente Scolastico per il miglioramento dell’attività, presenta proposte per un efficace rapporto Scuola-Famiglia, si esprime su eventuali progetti di sperimentazione.

Tutti i genitori (padre e madre) hanno diritto di voto per eleggere i loro rappresentanti ed è diritto di ogni genitore proporsi per essere eletto.  L’elezione dei rappresentanti nei Consigli di Classe si svolge annualmente.

Clicca qui per consultare l’elenco dei rappresentati dei Genitori nei Consigli di Classe

Riferimento normativo: Decreto Legislativo n° 297/1994, art. 5
Regolamento d’Istituto (R01) – Art. 2A


CONSIGLIO di ISTITUTO

E’ un organo con funzione deliberativa. Ne fanno parte, oltre al Dirigente Scolastico, i rappresentanti di tutte le componenti della Scuola: Docenti, Genitori, Studenti e Personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario.

Le elezioni per i Consigli di Istituto si svolgono ogni triennio. Tutti i genitori (padre e madre) hanno diritto di voto per eleggere i loro rappresentanti in questo organismo ed è diritto di ogni genitore proporsi per essere eletto. La rapprensentanza studentesca viene rinnovata annualmente

Il Consiglio d’Istituto del Liceo “Simone Weil” è stato rinnovato nell’a.s. 2016/2017 e , per  gli a.s. 2016/2019, è costituito da:

DIRIGENTE SCOLASTICO Prof.ssa Maria Gloria Bertolini
RAPPRESENTANTI dei GENITORI Sig. Luigi Calabrese   (Presidente)
Sig.ra Francesca Bellini
Sig.ra Nadia Biancardi
Sig.ra Elena Bontempi
RAPPRESENTANTI dei DOCENTI Prof.ssa Vittoria Malizia
Prof.ssa Maria Rosato
Prof. Ersilia Deponti
Prof.ssa Anna Vecchi
Prof.ssa Ornella Domenici
Prof. Aurelio Cavalleri
Prof.ssa Carmela Cirillo
Prof.ssa Amelia Ravizza
RAPPRESENTANTI degli STUDENTI Studentessa Elena Villa

Studentessa Sofia Aprile
Studentessa Gaia Rebuzzini
Studentessa Roberta Sonzogni
RAPPRESENTANTI del PERSONALE A.T.A. Sig.ra Celestina Greco
Sig.ra Maria Grazia Pacia

Riferimento normativo: Decreto Legislativo n° 297/1994, art. 8
Regolamento d’Istituto (R01) - Art. 1A


GIUNTA ESECUTIVA

E’ un organismo che assume i compiti preparatori dei lavori del Consiglio di Istituto e cura l’esecuzione delle relative delibere. Propone il programma annuale delle attività finanziarie, corredato di apposita relazione e di parere di regolarità contabile da parte del Collegio dei Revisori.

La Giunta esecutiva è composta da un Docente, da un Impiegato amministrativo, tecnico o ausiliario, da un Genitore e da uno Studente. Ne fanno parte di diritto il Dirigente Scolastico (che la presiede) e il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (che funge anche da segretario).

La Giunta Esecutiva del Liceo “Simone Weil” per l’a.s. 2016/2017 è composta da:
DIRIGENTE SCOLATICO Prof.ssa Maria Gloria Bertolini
DSGA Sig.ra Daniela Gatti
RAPPRESENTANTE dei GENITORI Sig.
RAPPRESENTANTE degli STUDENTI Stud.ssa
RAPPRESENTANTE dei DOCENTI Prof.
RAPPRESENTANTE del PERSONALE A.T.A. Sig.ra

COLLEGIO dei DOCENTI

E’ composto da tutti gli Insegnanti (di ruolo  non di ruolo) in servizio nell’Istituto ed è presieduto dal Dirigente Scolastico che si incarica anche di dare esecuzione alle delibere del Collegio. Si riunisce su convocazione del Dirigente Scolastico o su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti, ogni volta che vi siano decisioni importanti da prendere.

Ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell’Istituto. In particolare, cura la programmazione dell’azione educativa anche al fine di adeguare, nell’ambito degli ordinamenti della Scuola stabiliti dallo Stato, i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze ambientali e di favorire il coordinamento interdisciplinare. Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà di insegnamento garantita a ciascun docente.

Il Collegio dei Docenti si articola inoltre regolarmente in Dipartimenti Disciplinari per le attività di programmazione disciplinare, revisione e taratura degli strumenti di valutazione, confronto sulle metodologie didattiche e adozione dei libri di testo.

Riferimento normativo: Decreto Legislativo n° 297/1994, art. 7
Regolamento d’Istituto (R01) - Art. 3A


COMITATO per la VALUTAZIONE del SERVIZIO dei DOCENTI

E’ formato, oltre che dal Dirigente Scolastico, che ne è il Presidente, da due Docenti, 1 Genitore, 1 Studente e 1 funzionario USP. I membri del Comitato sono eletti dal Collegio dei Docenti nel suo seno e restano in carica per un anno scolastico. La valutazione del servizio ha luogo su richiesta dell’interessato, previa relazione del Dirigente Scolastico.
Per l’a.s. 2016/2017 il Comitato per la Valutazione è così composto:
1. Prof.
Prof.
   3. Prof.
4.  Sig.
5.  Studente

ASSEMBLEE degli STUDENTI

Gli Studenti della Scuola Secondaria Superiore hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali della Scuola, secondo le modalità previste dalla norma.

Le assemblee studentesche costituiscono un’occasione di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della Scuola e della società in funzione della formazioni culturale e civile degli studenti. Gli Studenti si possono riunire in assemblee di Classe o di Istituto. I rappresentanti degli Studenti nei Consigli di Classe possono esprimere un Comitato Studentesco di Istituto che, a sua volta, può esprimere pareri o formulare proposte direttamente al Consiglio di Istituto.

E’ consentito lo svolgimento di un’assemblea di Istituto e di una di Classe al mese nel limite, la prima, delle ore di lezione di una giornata e, la seconda, di due ore. L’assemblea di classe non può essere tenuta sempre lo stesso giorno della settimana durante l’anno scolastico. Altra assemblea mensile può svolgersi fuori dell’orario delle lezioni, subordinatamente alla disponibilità dei locali. Alle assemblee di Istituto svolte durante l’orario delle lezioni, ed in numero non superiore a quattro, può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente agli argomenti da inserire nell’ordine del giorno. Detta partecipazione deve essere autorizzata dal Consiglio di Istituto.

A richiesta degli Studenti, le ore destinate alle assemblee possono essere utilizzate per lo svolgimento di attività di ricerca, di seminario e per lavori di gruppo.

Non possono aver luogo assemblee nel mese conclusivo delle lezioni. All’assemblea di classe o di Istituto possono assistere, oltre al Preside o a un suo delegato, i Docenti che lo desiderino.

L’assemblea di Istituto deve darsi un regolamento per il proprio funzionamento che viene inviato in visione al Consiglio di Istituto.

L’assemblea di Istituto è convocata su richiesta della maggioranza del Comitato Studentesco d’Istituto o su richiesta del 10% degli Studenti. La data di convocazione e l’ordine del giorno dell’Assemblea devono essere preventivamente presentati al Dirigente Scolastico.

Il Comitato Studentesco, ove costituito, ovvero il Presidente eletto dall’Assemblea, garantisce l’esercizio democratico dei diritti dei partecipanti.

Il Dirigente Scolastico ha potere di intervento nel caso di violazione el regolamento o in caso di constatata impossibilità di ordinato svolgimento dell’assemblea.

Riferimento normativo: Decreto Legislativo n° 297/1994, artt. 12-14
Regolamento d’Istituto (R01) - Art. 5A e Art. 7A
 Regolamento dell’Assemblea Studentesca – R08
 
Regolamento del Comitato Studentesco – R09


ASSEMBLEA dei GENITORI

I Genitori hanno diritto di riunirsi in assemblea tra di loro per discutere di problemi che riguardino aspetti di carattere generale della Scuola o delle classi frequentate dai propri figli. Le assemblee possono essere di singole classi o di Istituto.

I rappresentanti dei Genitori nei Consigli di Classe possono esprimere un Comitato dei Genitori dell’Istituto.Hanno titolo a convocare l’assemblea dei Genitori i rappresentanti di classe eletti nei Consigli di Classe, dandone preventiva informazione al Dirigente (con indicazione specifica degli argomenti da trattare) e chiedendo l’uso dei locali scolastici. Alle assemblee possono partecipare con diritto di parola il Dirigente e i Docenti della Classe. Le assemblee dei genitori possono anche essere convocate dai Docenti della classe.

Riferimento normativo: Decreto Legislativo n° 297/1994, art. 12 e art. 15
Regolamento d’Istituto (R01) - Art. 6A 


Regolamenti e Documenti d’Istituto


REGOLAMENTI

 


 

R01 Regolamento d’Istituto  icona file PDF

R02/
artistici
Regolamento dei Laboratori Artistici  icona file PDF

R02/
informatica
Regolamento dei laboratori informatico-multimediali  icona file PDF

R02/
scientifici
Regolamento laboratori scientifici  icona file PDF

R03 Regolamento Formazione Classi e criteri di assegnazione dei Docenti alle Classi  icona file PDF

R04 Regolamento Visite d’Istruzione, Viaggi d’Istruzione, Soggiorni-Studio  icona file PDF

R05 Regolamento della Biblioteca d’Istituto  icona file PDF

R06 Regolamento del Servizio Fotocopie d’Istituto   icona file PDF

R07 Regolamento Riunioni del Consiglio di Istituto  icona file PDF

R08 Regolamento dell’Assemblea Studentesca  icona file PDF

R09 Regolamento del Comitato Studentesco  icona file PDF

Patto educativo di corresponsabilità  icona file PDF

Carta dei servizi  icona file PDF

Piano dell’Offerta Formativa  icona file PDF

Link Universitari utili


 Al termine della scuola superiore  è importante che il percorso scelto sia il frutto di una riflessione per quanto possibile serena e razionale.
Spesso, invece, scegliere appare un’impresa impossibile: le opportunità che si offrono sono numerose, i fattori e le priorità da valutare sono molti e non sempre è facile individuare e reperire informazioni con lucidità e in modo sistematico.
L’istituto Simone Weil, attraverso l’organizzazione delle attività di orientamento, si pone l’obiettivo di ridurre tali difficoltà e di condurre lo studente nella complessità del mondo universitario.

Di seguito trovate i siti di alcune delle maggiori Università.

Chi siamo


PRESENTAZIONE

L’Istituto di Istruzione Superiore Statale Simone Weil di Treviglio (BG) è un’istituzione educativa e culturale del territorio e vanta un’offerta scolastica articolata, che comprende tre indirizzi:

I titoli di studio sono validi per l’accesso a qualsiasi facoltà universitaria.

Le metodologie didattiche sono arricchite da esperienze di studio e formazione in rapporto con il territorio, collaborazioni esterne, uso di laboratori, viaggi e visite didattiche. La scuola si caratterizza per una ricca offerta aggiuntiva particolarmente attenta alle attività espressive, ai servizi di accoglienza e sostegno, alle lingue straniere, alle attività sportive.

La proposta formativa e didattica, ispirandosi alla norma internazionale di qualità ISO9001:2008, intende diventare sempre più unitaria e coerente.

Il nostro istituto, grazie anche ai indirizzi su cui si articola, è in grado di interagire in forma articolata con la proposta culturale del suo territorio di riferimento, anzi di proporsi come uno dei centri dell’elaborazione culturale e pedagogica.

Nella pluralità di scuole presenti sul territorio, gli aspetti che ci caratterizzano, comuni a tutti e tre gli indirizzi, sono:

la trasmissione della cultura, intesa non solo come acquisizione di mera conoscenza, ma anche come capacità di leggere meglio la propria esperienza personale e sociale;
il recupero attivo e propositivo del patrimonio culturale che i diversi contenuti disciplinari trasmettono

Il piano dell’offerta formativa (POF), la carta dei servizi e i nostri regolamenti d’istituto vi offrono una panoramica dell’attività  didattica e della filosofia educativa che la guida.

L’impegno per il futuro è quello di sviluppare questa vocazione alla promozione e integrazione di questi aspetti dell’attività della scuola, eventualmente con progetti di rete e con una specifica attenzione alle relazioni con il territorio nel quadro del sistema qualità.

Per tutti i genitori è importante conoscere il Comitato dei genitori dell’istituto, attivamente partecipe alla vita della scuola e dotata di un suo statuto.


L’AMBIENTE

Il distretto scolastico dove è collocato l’Istituto di Istruzione Superiore “Simone Weil” è un’area economica caratterizzata dai settori secondario e soprattutto terziario; il livello socio-economico è prevalentemente medio-alto.

Il territorio dispone di buone risorse culturali e formative: è dotato di una Biblioteca centrale di buona fruibilità, di un Museo Civico e di un Teatro, e vi operano Associazioni Culturali e di Volontariato.

L’ubicazione della sede del Liceo nel centro di Treviglio, capoluogo della Bassa Bergamasca e fulcro delle vie di comunicazione del territorio, e la vicinanza alle stazioni dei principali mezzi di trasporto, favoriscono l’afflusso degli studenti.


LA TRADIZIONE e le DIRETTRICI di SVILUPPO

Nella storia della scolarizzazione superiore della Bassa Bergamasca, il polo trevigliese ha costituito uno dei primi nuclei di espansione della formazione normalmente erogata nel capoluogo di provincia,  dando vita, nel caso specifico, ad una sezione staccata del Liceo  ”Sarpi” di Bergamo,  che si è poi concretizzata nel nuovo istituto del Liceo Classico “Simone Weil”.

Caratteri fondamentali di quella esperienza sono stati:

L’atmosfera di familiarità, raccolta e partecipata, tra tutte le componenti della vita scolastica;
L’attenzione alla divulgazione del patrimonio culturale, tenendo conto del background di studenti che accedevano alla scolarizzazione superiore spesso per la prima volta nella storia della famiglia
la valorizzazione e promozione della cultura classica, nella logica della tradizione, non nei suoi aspetti formali, ma nella sua sostanza umana.

All’inizio degli anni Novanta, percepita una crescente domanda formativa, il collegio dei docenti e il consiglio d’istituto valutarono che essa non poteva più venire soddisfatta con la tradizionale offerta liceale classica; impossibile, mutati i tempi, rispondervi con gli stessi criteri di qualità, né con la proposta di una stessa identica atmosfera, a causa dei problemi della dimensione inadatta della sede e della maggiore eterogeneità tra il personale – aumentato in modo cospicuo.

Nacque così la proposta di un Indirizzo Linguistico di sperimentazione “Brocca”, che coglie nel segno della domanda raggiungendo ben presto dimensioni paragonabili e poi superiori a quelle del classico. Dopo la metà degli anni Novanta, nel contesto delle prime iniziative di razionalizzazione della rete scolastica superiore, al liceo vengono aggregate le sezioni di Liceo Artistico di Treviglio.

Si costituisce così una scuola dalla fisionomia singolare, caratterizzata da una notevole ricchezza di problematiche strutturali ed amministrative ed insieme da un significativo patrimonio professionale e strumentale.

Alla fine degli anni Novanta, la scuola intraprende così un percorso di riflessione sulla propria identità, alla ricerca di un equilibrio tra una didattica fondata sulla presenza e sulla vita operante di singoli ed una vita formativa organizzata e funzionalmente differenziata, capace di valorizzare le differenze tra i vari indirizzi nell’istituto e di dare una risposta all’esigenza formativa emergente dal territorio.

Il Collegio Docenti individua così il profilo dell’identità odierna dell’istituto:

  sotto il profilo cognitivo, nella trasmissione e nel possesso operativo dei linguaggi – grafici e multimediali inclusi ed in forma crescente per tutti gli indirizzi;
sotto il profilo educativo, nella condivisione di spazi e decisioni con tutte le componenti della vita scolastica, anche in vista dell’attuazione organica dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti e di una maggiore collaborazione formativa Scuola-Famiglia. 

La decisione di organizzare la scuola intorno alla norma internazionale del Sistema Qualità mira a rafforzare la coerenza del servizio e a dotare l’organizzazione di maggiore controllo e flessibilità nella diversificazione dell’offerta e nella lettura dei bisogni formativi.


STORIA 

1963 nasce il Liceo Classico a Treviglio come sede staccata del Liceo Ginnasio “Paolo Sarpi” di Bergamo;
1978 l’Istituto diventa autonomo e viene intitolato a Simone Weil per la sua formazione classica e per la singolare esperienza umana;
1984 viene avviata la prosecuzione della Lingua Straniera nel Triennio del Liceo Classico;
1988 l’Istituto aderisce al Piano Nazionale di Informatica, che prevede l’insegnamento della Fisica a partire dal Biennio e il potenziamento della Matematica con elementi di informatica;
1990 l’Istituto si trasferisce nella nuova sede di via Galvani (sede centrale);
1992 si inaugura la sperimentazione a indirizzo linguistico;
1995 si aggrega la sezione del locale Liceo Artistico, esistente già dal 1989;
2000 la scuola diventa Centro Certificatore riconosciuto dalla Cambridge University;
2001 si avvia il Progetto “Michelangelo” che rende quinquennale il Liceo Artistico;
2004 parte la sperimentazione del corso del Liceo Classico con studio quinquennale della Storia dell’Arte;
la scuola viene organizzata in base al Sistema Qualità;
2010 entra in vigore la riforma del Secondo Ciclo di Istruzione;
il Liceo Artistico viene trasferito nella sede centrale di via Galvani, mentre Liceo Classico e Linguistico sono collocati nell’edificio “Filandone” in via Botticelli.

CLIL


Bandiera d'Europa

Dal 1994 con l’acronimo CLIL (Content and Language Integrated Learning) si indica una pratica didattica che consiste nell’insegnamento di una disciplina curricolare attraverso una lingua diversa da quella normalmente utilizzata. Tale pratica di “immersione linguistica” – sperimentata attraverso vari progetti negli ultimi dieci anni – si è rivelata particolarmente efficace.

L’assunto chiave è che il discente acquisisce nuove conoscenze nella materia non linguistica e contemporaneamente usa e impara la lingua straniera che viene usata come “lingua veicolare“. Si tratta di un approccio metodologico innovativo ove la costruzione di competenze linguistiche e abilità comunicative si accompagnano contestualmente allo sviluppo e acquisizione di conoscenze disciplinari.

La Comunità Europea promuove iniziative di supporto all’insegnamento CLIL, che è identificata come un’area prioritaria nell’Action plan for Language Learning and Linguistic Diversity.

I benefici dell’approccio didattico CLIL derivano dal fatto che esso:

  consente ai discenti un maggiore contatto con la lingua “target”
  potenzia l’immersione in contesti di apprendimento stimolanti e innovativi
  diversifica i metodi e le forme della prassi didattica
  potenzia il confronto con le TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione), i curricoli e le pratiche integrate 
  non richiede ore di insegnamento extra
  costruisce conoscenza e comprensione interculturale
  sviluppa competenze comunicative interculturali
  potenzia la fiducia nell’approccio comunicativo, abilità e consapevolezza interculturale 
  sviluppa competenze linguistiche e abilità comunicative orali
  potenzia competenze aggiuntive oltre a quelle comunicative nella lingua di immersione 
  fornisce opportunità di studiare i contenuti attraverso differenti prospettive
  incrementa la motivazione dei discenti e la sicurezza sia nella lingua che negli argomenti che vengono insegnati.
  potenzia la spendibilità delle competenze linguistiche acquisite durante le attività della vita quotidiana
  potenzia la disponibilità alla mobilità nell’Istruzione e nel Lavoro 

La Riforma degli Ordinamenti della Scuola Secondaria Superiore, avendo recepito le indicazioni della Comunità Europea,  prevede che nei Licei il CLIL venga applicato a discipline non linguistiche (es. lezioni di Storia in lingua inglese). I Docenti CLIL sono specialisti della loro disciplina piuttosto che tradizionali insegnanti di lingua. Hanno abilità linguistiche nella lingua che viene utilizzata (cd. lingua “target”), sono bilingui o madrelingua.

Il Liceo “Simone Weil” sperimenta da molti anni questa metodologia…

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 Bandiera della Commissione Europea


Progetto Sostegno alunni diversamente abili e con disturbi specifici di apprendimento


Il Progetto è finalizzato alla messa in atto di percorsi didattici per:

•  Gli Studenti in possesso di Diagnosi Funzionale e di certificazione rilasciata ai sensi della Legge n° 104/92 dal Servizio Territoriale di Neuropsichiatria Infantile.

Tale certificazione consente all’alunno di fruire in aula del supporto del Docente di Sostegno e di svolgere una programmazione individualizzata (su obiettivi minimi o differenziata), le cui tappe vengono stabilite collegialmente dal Consiglio di Classe in un apposito Piano Educativo Individualizzato (PEI).

Il percorso scolastico così intrapreso è finalizzato alla condivisione di un progetto di vita che, sulla base delle indicazioni espresse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF), faccia maturare la personalità dell’alunno nella completezza unitaria delle dimensioni bio-psico-sociali.

Nell’ambito di un lavoro di rete, infine, quanto svolto in seno all’Istituto si correla agli interventi messi in atto nel territorio dai Servizi e dalle Istituzioni che rispondono ai bisogni della persona secondo quanto stabilito dalla Legge n°328/2000.

Gli studenti in possesso di certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA). Essi possono fruire della possibilità di personalizzare i tempi e le modalità di apprendimento secondo le tappe stabilite dal Consiglio di Classe in un apposito Progetto Didattico Personalizzato (PDP).

Tale progetto consente ai Docenti la definizione di apposite strategie metodologiche e didattiche, la messa in atto di misure dispensative, di azioni compensative e la definizione di appositi criteri di valutazione degli apprendimenti: interventi tutti coerenti con quanto previsto dalla Legge n° 170/2010, dal Decreto Ministeriale 5669/2011 e dalle apposite Linee Guida stabilite dal Ministero della Pubblica Istruzione.


Simone Weil


LA VITA E IL PENSIERO

Simone WeilSimone Weil, filosofa, mistica e attivista nella Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale, ha affascinato il mondo per la sua straordinaria vicenda esistenziale e per i suoi ideali di giustizia sociale.

Nacque a Parigi il 3 febbraio del 1909 da una ricca famiglia ebraica non praticante, che le consentì di ricevere un’educazione perfetta anche se alquanto severa. Seguì studi di filosofia, filologia e scienze; nel 1928 si classificò prima all’esame di ammissione presso l’École Normale Supérieure (seguita da Simone de Beauvoir, che arrivò seconda).

Tra il 1931 e il 1934 fu insegnante di Filosofia presso alcuni licei femminili, incontrando spesso problemi con i rappresentanti scolastici istituzionali e subendo ingiusti trasferimenti a causa del suo impegno civile dalla parte dei più poveri  e degli oppressi e del suo attivismo politico. Quando insegnava a Le Puy, per esempio, aveva distribuito il suo stipendio agli operai in sciopero. Per scelta diffondeva il suo pensiero soprattutto attraverso la pratica di vita piuttosto che attraverso scritti filosofici.

Anche i suoi metodi didattici apparivano estremamente anomali in quegli anni, dal momento che la Weil sconsigliava alle sue studentesse di studiare sui libri e talora rifiutava di dare voti.

Tra il 1934 e il 1935 volle porsi sullo stesso piano del proletariato, sperimentando le dure condizioni di lavoro operaio metallurgico presso la Renault (e distribuendo gran parte del suo salario ai lavoratori disoccupati): raccontò questa defatigante esperienza, che aveva messo a dura prova la sua spiritualità e la sua salute, in un diario e in alcune lettere che furono raccolte e pubblicate postume. Più tardi sperimentò anche il pesante lavoro nei campi come raccoglitrice d’uva.

Nel 1936, nonostante il suo pacifismo, si avvicinò al movimento repubblicano antifranchista nella guerra civile spagnola.

Dopo questa prima fase di vita, dominata da un impegno militante di ispirazione comunista-sindacalista, si ebbe una svolta religiosa, mistica: nel 1937, infatti, dopo aver lasciato la Spagna per gravi problemi di salute, mentre si trovava all’interno della Chiesa di Santa Maria degli Angeli in Assisi ebbe la prima di una serie di estasi mistiche.

Nel 1938 si convertì al Cattolicesimo, rifiutando però il Battesimo.

Durante la guerra, dopo l’occupazione tedesca di Parigi, nel 1942, per implorazione dei parenti scappò negli Stati Uniti ma poi rientrò in Inghilterra (a Londra) per militare nella Resistenza con “France Libre”. In quegli anni praticava un semidigiuno per sentirsi più vicina spiritualmente ai Francesi delle zone occupate.

Nel 1943, all’età di soli 34 anni, colpita dalla tubercolosi, aggravata dalle dure esperienze di vita e dalla privazioni che aveva deciso di imporsi, morì nel sanatorio di Ashford, nel Kent, dopo aver rifiutato cibo e medicine.

Donna eccentrica e introversa, dallo stile di vita ascetico e dal temperamento insieme rivoluzionario e cristiano, viveva con angoscia tra crisi mistiche e spirito agnostico, rivolgendosi nonostante le origini ebraiche al Cattolicesimo Romano, a Platone e alle tradizioni greche, oltre che al mondo orientale interessandosi d’Induismo e Buddismo Mahayana.

Tutti i suoi scritti (numerosi e interessantissimi) riflettono questi contrastanti sentimenti e sono imbevuti di ricerca di verità e di carità (intesa sia come riconoscimento della dignità dell’altro sia come atto di giustizia, al fine di restituire all’altro ciò che gli è dovuto per il valore della sua umanità), di senso religioso e di etica, di politica marxista e di giustizia sociale. Vi si può leggere, in sottofondo, una sorta di pessimismo utopico contrapposto al soggettivismo moderno.

Gli scritti di Simone Weil sono stati pubblicati postumi negli anni ’50. Tra le opere più importanti sono da ricordare:

L’ombra e la grazia (La pesanteur  et la grâce) –  1947:  
una raccolta di saggi religiosi e aforismi sulle due forze primitive che regnano sugli esseri umani;
  La prima radice (L’enracinement) – 1949:   
contro tutte le logiche di sradicamento capaci di costruire all’uomo un mondo fittizio e sugli obblighi che competono agli individui e allo Stato (un’analisi concreta contenente anche un piano ambizioso da lei suggerito per il futuro della Francia dopo la Guerra Mondiale):
Attesa di Dio (Attente de Dieu) – 1950:   

la sua autobiografia spirituale
La conoscenza soprannaturale (La connaissance surnaturelle) – 1950;  
Lettera a un religioso (Lettre à un religieux) – 1951;  
La Grecia e le intuizioni precristiane (Intuitions pré-chrétiennes) – 1951;   
Quaderni (Cahiers) – 1951-1956;  
La fonte greca (La source Grecque) – 1953;
Oppressione e libertà (Oppression et liberté) – 1955:
   una raccolta di saggi sulla filosofia e sul linguaggio in cui manifestava l’orrore per il totalitarismo – quella pervasiva presenza del potere politico in grado di impoverire la spiritualità dell’uomo e di annientarne la personalità – e in cui sosteneva anche la possibilità della libertà individuale nei vari sistemi politico-sociali (questi scritti hanno significato per Simone la chiusura col Comunismo, ideologia accarezzata per anni).

L’IMPORTANZA DELL’ATTENZIONE

Prof.ssa Monica Bussini* – Prof. Corrado Marchi

“Quando Menelao si trovò davanti Proteo si lanciò, dice il mito omerico, e lo catturò; ma subito Proteo si fece leone, pantera, drago, acqua corrente, albero verdeggiante. Fu necessario che Menelao domasse Proteo e lo costringesse a prendere la sua propria forma: allora Proteo disse a Menelao la verità”.

Tale è l’avventura umana secondo una poco più che ventenne Simone Weil: di lei si parla tanto, ma di lei si sa poco. La si qualifica come una delle prime donne filosofo, operaia, troskista, si menziona la sua attività politica e sindacale, il suo impegno nella guerra civile spagnola, la sua particolarissima ricerca mistica, ma di Weil insegnante si sa poco. Eppure è stata la sua attività principale per cinque anni scolastici, dal 1931 al 1938, inframmezzata al lavoro in fabbrica come operaia e a periodi di inattività per malattia.

Chi la conosce un poco potrebbe stupirsi che una personalità così spigolosa, a volte urtante, possa avere inciso profondamente sulla personalità delle ragazze dei licei femminili nei quali ha insegnato. Infatti “per alcuni il pensiero di Simone Weil è così irritante che quasi non lo considerano un pensiero: le rimproverano una mancanza di rigore tanto più fastidiosa quanto più è indiscutibile la rigorosa esigenza a cui questo pensiero corrisponde”. All’Università un suo insegnante la definiva ‘la marziana’, tanto era diversa dagli altri studenti. I suoi sacrifici per vivere come gli operai (imporsi strettissimi digiuni, trascorrere l’inverno senza riscaldamento, scoprendo poi che gli operai avevano di che riscaldarsi), suonano sospetti e potrebbero anche farci ridere.

Eppure il suo insegnamento ha inciso profondamente sulle allieve, destando anche forte affezione al punto di non rispondere per anni ad alcune per paura di plagiarle. Ne è testimone la fitta corrispondenza con loro, recentemente pubblicata. Quando l’atteggiamento anticonformista di Simone appena ventiduenne e le sue scelte politiche e sindacali avevano provocato un trasferimento, alunne e famiglie insorsero fino ad ottenerne la revoca. Alcuni scritti inediti, del periodo a cavallo degli anni ’20 e ’30, e ora tradotti, ci presentano una giovane insegnante appena ventiquattrenne dotata di rigore e di chiarezza, capace di trasporre il pensiero filosofico nell’immediatezza della realtà esistenziale: in questo la Weil rivela una statura fuori dal comune, senza maestri, che si misura con i classici e si confronta con la realtà così come è: si tratta di Lezioni di filosofia e di Primi scritti filosofici.

Qual è l’atteggiamento della Weil nei confronti della scuola e degli studenti? Una grande passione, un grande entusiasmo. Simone, che a Parigi aveva rifiutato di fare una conferenza sul femminismo, dichiarando “non sono una femminista”, vedeva nelle sue allieve delle persone ‘interi da maturare e s’interessava più di ogni altra cosa al progresso del loro pensiero. Pronta a insegnare a chiunque qualsiasi delle molte discipline che conosceva, anche gratuitamente, si recava al lavoro anche nei giorni in cui soffriva di terribili emicranie che le impedivano di toccar cibo per giorni di seguito e che le provocavano forti dolori anche a salire un gradino. Una sua allieva riferisce di aver imparato da lei “che nessuno mai deve essere etichettato, cristallizzato in un atteggiamento o in un modo di pensare. Che quello che può apparire un fallimento, conta di più in realtà di uno scintillio ingannatore”.

Ecco alcune testimonianze del suo operare nella scuola: “Non era una professoressa del solito stampo. Si prodigava per le allieve, mettendo a loro completa disposizione  le sue conoscenze e il suo tempo. Così a una di noi che non poteva sostenere il baccalauréat perché non aveva studiato latino, propose immediatamente di insegnarglielo e, come è ovvio, gratuitamente”. Pensando che ci interessasse la storia della matematica, ci fece un corso supplementare, facoltativo e gratuito”. Si preoccupava anche dei nostri bisogni materiali. Ci occorreva per esempio un libro per il francese? Eccola un giorno arrivare con molta fatica, carica di una ventina di libri che si era preoccupata di ordinare e di pagare in anticipo, perché potessimo usufruire dello sconto concesso dai librai agli insegnanti”. “Il giovedì portava alle allieve interne il libro promesso. Che conforto era veder arrivare Simone Weil nel cortile interno dove ben raramente mettevano piede i professori, soprattutto nel giorno di vacanza!”.

L’obiettivo fondamentale dell’educazione per Simone Weil è di sviluppare l’attenzione (questo è anche il segreto della sua resistenza fisica). Nel 1942 in alcune riflessioni per un circolo di studentesse affermava:

“Benché sembri che oggi lo si ignori, il vero e quasi unico interesse degli studi è quello di formare la facoltà dell’attenzione. La maggior parte degli esercizi scolastici hanno anche un interesse intrinseco: ma è un interesse secondario. Tutti gli esercizi che fanno appello alla nostra facoltà di attenzione sono interessanti allo stesso titolo e nella stessa misura”.

Per esempio, se si deve svolgere un esercizio di geometria, non è importante trovare la soluzione quanto compiere uno sforzo di attenzione. Il frutto si ritroverà un giorno anche “in un campo qualsiasi dell’intelligenza, forse del tutto estraneo alla matematica. Forse un giorno colui che ha compiuto questo sforzo sarà in grado di affermare più direttamente, proprio grazie a questo sforzo, la bellezza di un verso di Racine”. Per lei l’attenzione consisteva

“nel sospendere il proprio pensiero, nel lasciarlo disponibile, vuoto e permeabile al soggetto, nel mantenere ai margini del proprio pensiero, ma a livello inferiore e senza contatto con esso, le diverse conoscenze acquisite che si è costretti ad usare”.

Le condizioni che ella indicava alle ragazze per conseguire l’attenzione sono queste:

1) studiare senza ricercare buoni voti, non seguire i gusti e le attitudini personali, “ponendo lo stesso zelo in tutti gli esercizi” perché tutti servono a formare l’attenzione,

2) “guardare in faccia ogni esercizio scolastico fallito in tutta la bruttezza della sua mediocrità, senza cercare scuse”.

Un secondo obiettivo dell’azione educativa è quello di suscitare le motivazioni dell’apprendere. La condizione fondamentale di ogni processo educativo è rappresentata dalla volontà del discente, dal desiderio di imparare.

“L’intelligenza può essere guidata solo dal desiderio. Perché ci sia desiderio, occorre che ci siano piacere e gioia. L’intelligenza cresce e porta frutto solo nella gioia. La gioia di imparare e indispensabile agli studi, come la respirazione ai corridori. Dove essa è assente non ci sono studenti, ma povere caricature di apprendisti che al termine del loro apprendistato non avranno neppure un mestiere”.

Un terzo obiettivo che ci sembra ravvisare nella sua attività di docente è quello di insegnare il gusto della bellezza. Nella sua visione filosofica l’uomo concepisce la propria identità come unione di spirito e corpo, nella sua visione mistica lo spirito è presente nella natura. Allora la natura nel suo complesso è il luogo nel quale cogliere la presenza di Dio. Di qui discende per lei il valore dell’arte.

“Conclusione: valore morale dell’arte. Ci insegna che lo spirito può discendere nella natura. La morale, da parte sua, ci dice di agire conformemente ai pensieri veri. Il bello testimonia che l’ideale può passare nella realtà”.

E in L’ombra e la Grazia sostiene:

“Il poeta produce il bello con l’attenzione fissata su qualcosa di reale. Lo stesso avviene con l’atto d’amore. Sapere che quest’uomo, che ha fame e sete, esiste veramente come me, questo basta, il resto viene da sé”.

Da qui discende un ultimo obiettivo: educare all’azione. La passione per il mondo, per l’umanità, per la storia spingono all’azione.

In Lezioni di filosofia appare chiaramente che l’azione è lo scopo della conoscenza: attraverso l’azione l’individuo prende piena consapevolezza di sé. Simone Weil l’ha vissuto sulla propria pelle nell’azione sindacale e politica, nel lavoro in fabbrica come operaia, combattendo nella guerra spagnola e desiderando di combattere nella seconda guerra mondiale. In questo senso le sue scelte di vita orientate all’azione non sono a lato, magari in contrasto con il suo cammino intellettuale e spirituale. La sete di sapere, di verità, meglio di ‘conoscenza della verità’ la rendono inquieta in ogni istante della sua vita, senza tregua.

“La verità di conoscenza – testimonia Paola Melchiori – mi pare il tratto più significativo dell’esistenza di Simone Weil, perché ne improntò costantemente il percorso intellettuale, e, per sua stessa testimonianza, le scelte di vita. La sua ricerca si proponeva come oggetto la verità. Conoscere la realtà ha in Simone molteplici significati, ma soprattutto mi pare indicare la necessità di restituire al pensiero il suo oggetto proprio; quella capacità cioè di aderire alle cose e trasformarle che la separazione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, e la crescente specializzazione e astrattezza della scienza e della cultura contemporanea le parevano avere irrimediabilmente compromesso, con conseguenze funeste per la vita degli uomini”.

Possiamo concludere che la sua attività di insegnamento è caratterizzata dalla sua personalità, dal suo essere stesso piuttosto che dalla sua professionalità, dalla sua preparazione culturale, seppur vastissima e poliedrica al punto da arrivare a rifiutare ogni innovazione pedagogica: “del resto io sono ben lontana – scrisse nel 1936, quindi dopo anni di scuola -  dall’entusiasmarmi per la nuova pedagogia in genere, e ne diffido quanto più essa si appella alla ‘scienza, alla ‘psicologia’ e alla ‘psicoanalisi’! ecc. (perché sono frottole)”.

È ancora attuale per la scuola di oggi l’insegnamento di questa donna molto originale? Forse no. Ma la sua vita e i suoi scritti ci offrono molti spunti di riflessione. E poi rimane la testimonianza di una grande passione per ogni sapere, per la scuola, per le sue allieve.

* Docente e Vicepreside del Liceo “Simone Weil” di Treviglio


ECDL